Da autonomisti a sovranisti: l’evoluzione della Lega in Europa

Non ci sono solo la Lega e i sovranisti. In Europa stanno nascendo tanti movimenti europeisti in risposta a chi vorrebbe distruggere tutto. Per questo le prossime elezioni sono importanti, dobbiamo difendere la nostra casa comune da chi la vuole debole. Ho voluto ribadirlo ieri – lunedì 13 maggio – alla Casa della Cultura di Milano dove, insieme agli autori del del libro “La Lega di Salvini – estrema destra di governo” e Giuliano Pisapia, Piero Graglia, Lia Quartapelle e Roberto Biorcio, abbiamo fatto alcune riflessioni sulla destra di Salvini in Europa e in Italia.

L’audio del mio intervento durante la serata di Milano

È stato interessante leggere il libro “La Lega di Salvini – estrema destra di governo” perché traccia l’evoluzione del movimento negli ultimi anni. Con la ricostruzione della Lega per mano di Matteo Salvini la base leghista è cambiata del tutto ed è avvenuto un colpo di fulmine tra l’attuale viceministro e Marine Le Pen. L’obiettivo di Salvini era quello di formare un gruppo in Europa per poter ricevere risorse e per contare qualcosa. Uno dei problemi del Parlamento europeo sono i gruppi, con niente in comune, formati solo per interesse; per questo motivo abbiamo messo in campo delle modifiche al regolamento.

Così Salvini e Le Pen a metà legislatura hanno raccattato alcuni deputati di vari paesi e creato un nucleo politicamente forte e presente nel PE, un gruppo che per la prima volta è chiaramente identificato come di estrema destra. Di fatto però la Lega non partecipa in nessun modo ai lavori all’interno delle commissioni, che sono quelli che realmente contano. Gli eurodeputati leghisti stanno solo in aula a fare piazzate e proclami.

Dai leghisti ci saremmo aspettati un comportamento diverso, anche in base alla loro storia autonomista. Le altre autonomie presenti in Europa si affidano all’Unione europea perché sanno che da soli rimarrebbero isolati. La Lega invece non ha nessun rapporto in Europa con i movimenti indipendenti e autonomisti, ma sta con i sovranisti nazionali. Tra chi vuole le autonomie e i loro nemici, hanno scelto i loro nemici. Paradossale.

Tutto ciò però ha avuto l’effetto di generare una reazione. In Europa sta nascendo anche l’europeismo, che riapre il dibattito sul suo futuro e sulla possibilità di creare un’Europa federale. In questo momento il confronto tra chi vuole un’Europa unita e forte e antieuropeisti è acceso e sono convinta che sarà un collante per le forze europeiste. In modo da portare a una modifica dei trattati e da andare verso un’Europa federale.

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